Mentre i media “ofisialistas”, televisioni e radio affini al Frente Sandinista, continuavano la trasmissione di programmi di intrattenimento e telenovelas, cercando ossessivamente di dimostrate che l’ordine e la normalitá é stata ristabilita, migliaia di persone hanno manifestato nel centro di Managua, da metrocentro alla UPOLI, sventolando bandiere bianco-azzurre, rispondendo in maniera impressionante alla convocazione. La manifestazione era a sostegno degli studenti che stanno protestando da mercoledí scorso.
Nelle reti sociali si festeggia per la marcia. Il governo tace. La risposta civica, considerati anche i fatti cruenti di questi giorni, il panico generato dagli scontri e saccheggi, é stata davvero inaspettata ed emozionante. Si è trattato di un mare di gente. Gli slogan di protesta, oltre a chiedere giustizia per le vittime, hannoincitato Daniel Ortega e sua moglie Rosario Murillo a mettersi da parte per porre fine alla tirannia e dittatura dalla quale si sentono oppressi. Alla manifestazione hanno partecipato rappresentanti dell’impresa privata, organizzazioni della società civile, il movimento anticanale, la chiesa cattolica, evangelica, categorie professionali, studenti e persone comuni. Anche se non viene esplicitamente risaltato e non sono presenti i principali lider politici di opposizione per evitare probabilmente di politicizzare (e quindi squalificare) la manifestazione, é abbastanza logico pensare che il corteo sia integrato anche dalla loro base sociale. I manifestanti hanno reclamato democrazia, rispetto dei diritti umani, libertá di espressione e pace.
Nonostante il COSEP si sia dichiarato disponibile a riprendere il dialogo con la partecipazione della conferenza episcopale come garante, i manifestanti sembrano non volere nessun dialogo che a questo punto verrebbe percepito come una sconfitta. Anche in altre cittá, come Matagalpa, Leon e Carazo, molte persone si sono riunite per manifestare in maniera civile. Il governo non ha dispiegato forze dell’ordine e non sta intervenendo per il momento. Si vedrà come evolverá la situazione e se il COSEP, a fronte della ottima risposta che ha avuto, manterrá la volontá di confrontarsi o deciderá piuttosto di alzare la posta in gioco.
Oggettivamente é una bella immagine del paese. Va peró anche detto che per le strade a parte il flusso delle persone che marciano, non c’é anima in giro. E’ difficile valutare quanto la risposta positiva alla manifestazione sia il risultato della repressione e degli errori politici nella lettura e gestione della protesta da parte del Frente Sandinista, oppure rappresenti l’espressione di un sentire che viene da molto piu indietro: probabilmente entrambe le cose. La polizia ha consegnato ai padre salesiani 10 persone che sono state catturate durante gli scontri a Masaya, ma sono almeno 50 le persone arrestate delle quali a distanza di 6 giorni ancora non si sa ancora nulla. Il governo inoltre continua a non dare dichiarazioni rispetto alle repressioni dei giorni precedenti da parte delle forze dell’ordine ed assumersi responsabilità alcuna rispetto alle vittime degli scontri. La risposta politica é stata insufficiente e inadeguata sin dall’inizio e la repressione ha causato decine di morti e centinania di feriti. Capire se e come le forze antigovernative (politiche e della societá civile), interessate a arrivare al potere riusciranno a capitalizzare questa situazione sará sicuramente importante, ma oggi lo é molto piú vedere sopratutto quella parte di popolazione che sente tradito l’ideale della rivoluzione, che é delusa, che si sente oppressa e che ringrazia gli studenti per avergli dato il coraggio di manifestarlo.
Oltre ai piú di 30 morti ci sono tanti ragazzi scomparsi e 103 giovani sono da giorni chiusi nel carcere Chipote. In Nicaragua è stata aperta una piattaforma on-line per raccogliere fondi da destinare agli studenti per comprare medicine e viveri e sostenere le loro cure mediche nei prossimi tempi. Qui di seguito il link della piattaforma:
https://www.gofundme.com/5fv0ow0