Nell'ambito di un programma latinoamericano di rafforzamento della giustizia riparativa rispetto ai minori, una delegazione di magistrati provenienti da Messico, Costa Rica e Colombia ha trascorso una settimana di formazione organizzata da RETE a Torino e Palermo, per apprendere dalle buone pratiche italiane in tema di messa alla prova dei minori, percorsi alternativi al carcere e lavoro di rete tra istituzioni e società civile.
Durante la penultima settimana di novembre, li abbiamo accompagnati in numerosi incontri di interscambio e formazione, in particolare presso il Centro di Giustizia Minorile di Torino e Palermo, visitando anche le carceri - il Ferrante Aporti di Torino e il Malaspina di Palermo, il Centro di Prima Accoglienza e il Centro Multifunzionale per i minori di Palermo. Abbiamo inoltre incontrato i Centri di Mediazione Penale e si servizi sociali di entrambi i Comuni, partecipando anche ad un'attività di mediazione riparativa nel quartiere Danisinni di Palermo.
Abbiamo approfondito lo stato della giustizia minorile con l'associazione Antigone, insieme a diversi ricercatori e docenti del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Torino, e conosciuto le iniziative di Libera in Piemonte e in Sicilia. Abbiamo infatti visitato la Cascina Caccia, sequestrata alla 'Ndrangheta e affidata a Libera e Acmos, dove vengono svolte svariate attività di recupero sociale e formazione per ragazzi in attesa di giudizio o in stato di messa alla prova, oltre che svolte attività di informazione e educazione alla legalità. Infine, i magistrati hanno potuto conoscere l'attività di Addio Pizzo a Palermo.
Questa intensa settimana ha permesso a tutti i coinvolti di ragionare, confrontarsi ed approfondire le tematiche legate al lavoro di prevenzione della violenza, rispetto dei diritti dei minori, promozione di percorsi alternativi al carcere e recupero sociale per i giovani in conflitto con la legge, argomenti su cui lavoriamo quotidianamente in Centroamerica, dove il coinvolgimento di bambini, adolescenti e giovani nelle maglie della criminalità organizzata è purtroppo sempre in crescita, e causa traumi, violenze, omicidi e l'emigrazione clandestina di minori non accompagnati.