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Novità ed eventi

Venerdì, 01 Dicembre 2017 10:23

DEMOCRAZIA A RISCHIO IN HONDURAS

 


Domenica scorsa si sono svolte le elezioni presidenziali e politiche in Honduras. La consultazione è atipica: per la prima volta hanno partecipato dieci partiti politici, e la Carta costituzionale è molto chiara nel proibire due mandati presidenziali consecutivi, mentre Hernandez si è ricandidato grazie ad una sentenza interpretativa dell'aprile 2015, suscitando le proteste dell'opposizione.

Ad urne chiuse, nella notte tra domenica 26 e lunedì 27, con il 59% dei voti scrutinati, nel suo primo bollettino ufficiale il Tribunale Supremo Elettorale (TSE) aveva annunciato il chiaro vantaggio del candidato Salvador Nasralla, della “Alianza de Oposición contra la Dictadura” sul candidato conservatore del Partido Nacional Juan Orlando Hernandez, partito di governo e coinvolto con il golpe del 2009. Il vantaggio era del 5%, corrispondente a circa 100.000 voti di differenza. Col passare delle ore il vantaggio si è approfondito, ma il TSE non ha voluto emettere altri bollettini parziali. Il lento conteggio pare poi aver favorito il presidente Juan Orlando Hernandez, del Partito Nazionale (PN, destra), con 42,68% contro il 41,60% di Nasralla, col 90,40% dei verbali scrutati.
Grande attesa dunque – carica di tensione – per il risultato definitivo, tutt'altro che scontato anche se poco dopo la chiusura delle urne entrambi i candidati si erano proclamati vincitori. Il vantaggio di Hernandez ha creato sospetti tra i leader oppositori e i simpatizzanti dell’Alleanza dell’Opposizione contro la Dittatura, partito di Salvador Nasralla hanno protestato in circa venti città del paese per quello che considerano un furto delle elezioni da parte di Orlando Hernandez. Nelle reti sociali sono apparsi diversi casi di schede elettorali a favore del candidato dell’opposizione ritrovate nella spazzatura.
La polizia antisommossa ha represso giovedì i simpatizzanti dell’Alleanza che sono usciti sulle strade in protesta, in particolare nei paraggi del Tribunale Supremo Elettorale (TSE), dove si controllano i verbali elettorali.
Lo Stato Maggiore della Marina honduregna ha allertato le truppe, mentre si moltiplicano le voci di un possibile “stato d’assedio” da decretare nelle prossime ore.

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