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EUROPAFRICA - Terre contadine
Per un’agricoltura solidale e sostenibile nel nord come nel sud del mondo

Re.te aderisce alla campagna EuropAfrica terre contadine / per un'agricoltura solidale e sostenibile nel Nord come nel Sud del mondo.

Questa è la finalità di Terre Contadine-ItaliAfrica, una rete di organizzazioni, enti e individui che nasce da un lungo rapporto con il mondo rurale in Africa e in Italia. La dinamica inizia nel 1997 attorno ad un gruppo costituito in risposta ad una richiesta di dialogo politico rivolta ad alcune ONG italiane da parte di una rete emergente di organizzazioni contadine dell’Africa occidentale.

Scopo del gruppo era di andare oltre la solita visione della cooperazione, concepita come trasferimento nord-sud di risorse e tecnologia, per imbastire una pratica di scambi tra organizzazioni rurali africane e società civile italiana e di riflessioni condivise sui problemi e sulle opportunità su cui si confrontano ambedue le aree geografiche in un mondo globalizzato.

Il “Gruppo di Appoggio al movimento contadino in Africa occidentale” ha accompagnato per 10 anni la strutturazione del mondo rurale in Africa occidentale. Ora segnala la sua adesione ad un movimento più ampio che coinvolge organizzazioni in altri paesi dell’Europa ed allarga la riflessione e l’impegno sugli stessi temi ad altre aree geografiche in Africa.

Riproponendosi con il nome “Terre Contadine-ItaliAfrica” il gruppo intende facilitare in Italia e in Europa la riflessione e l’azione attorno alle tematiche che riguardano cibo, agricoltura, sovranità alimentare, salvaguardia dei sistemi agricoli locali e della biodiversità. In questo senso, grazie alla sua presenza in diverse regioni italiane, vuole stimolare il lavoro con gli enti locali e con gli altri attori del territorio che condividono la stessa visione.

I punti qualificanti
Cinque elementi qualificano la nostra prospettiva rispetto ai processi di cambiamento del
mondo rurale nel sud come nel nord del mondo:

CENTRALITA' DEL MODELLO DI AGRICOLTURA FAMILIARE
Noi optiamo decisamente per un modello di agricoltura1 su scala familiare/contadina, un
sistema di produzione agricolo centrato sulle capacità delle persone che vivono sulla
terra e la lavorano, e che più in generale fanno uso delle risorse naturali a loro
disponibili. Questo modello, meglio di altri, può scegliere di assicurare un uso
sostenibile delle risorse e delle energie e di promuovere un’agricoltura ed
un’alimentazione legate alle specificità e alle varietà dei territori. Ne sono un esempio
milioni di famiglie contadine che praticano l’agricoltura biologica. Se adeguatamente
sostenuto dalle politiche nazionali e globali, è un modello altamente produttivo che
riesce a soddisfare i bisogni alimentari delle popolazioni. Inoltre, il sistema di
produzione che l’agricoltura contadina presuppone si rivela oggi estremamente moderno
grazie al suo impatto ambientale potenzialmente più limitato e al valore sociale di tutela
degli spazi rurali. Esso ha un ruolo fondamentale nel contribuire a mantenere in vita le
tradizioni culturali e a frenare l’esodo rurale.

NEL NORD COME NEL SUD DEL MONDO
Non c’è opposizione tra contadini europei e africani. Esiste invece una forte tensione tra
modelli agricoli: un modello familiare/contadino che risponde alle necessità di un uso
equilibrato delle risorse ambientali per soddisfare le esigenze dei produttori e dei
consumatori; ed un modello di agricoltura ‘industriale’, dominato da logiche di profitto
estranee alle necessità di produttori e di consumatori. Sia nel Nord che nel Sud del
mondo subiamo la minaccia di un uso distorto delle nuove tecnologie. Un uso che può
esasperare la già consistente concentrazione della produzione alimentare in poche
mani, può condurre alla brevettazione del vivente, può imporre modelli di alimentazione
(tutt’altro che esenti da sofisticazioni) che inducono alla uniformizzazione cancellando le
diverse culture alimentari; fino ad arrivare alla perdita di estese superfici coltivabili in
favore di colture idrovore usate per la produzione degli agro-carburanti.

SOVRANITA’ ALIMENTARE
Vogliamo un mondo dove tutti i popoli, tutte le nazioni possono definire liberamente le
proprie politiche agro-alimentari a patto che non rechino danno ad altri, consapevoli
dell’interdipendenza che lega popoli e nazioni nello scenario internazionale. Chiediamo
ai decisori e a tutti gli attori sociali una presa di posizione efficace e continua in difesa
del diritto alla sovranità alimentare. Questo implica l’adozione di regole del commercio
e di modelli di accesso e gestione delle risorse naturali più equi. La funzione pubblica è
centrale per l’affermazione e la tutela della sovranità alimentare, secondo un’ottica
sussidiaria che permetta ai popoli di provvedere a se stessi in un contesto tendente ad
una maggiore integrazione economica, regionale e globale. Ogni regione del mondo
dovrebbe vedersi riconosciuto il diritto ed il tempo necessario a elaborare ed applicare
una propria politica agricola, come ha fatto l’Europa a suo tempo e come è chiamata a
farlo oggi, rinnovando le sue politiche agricole - per lo sviluppo territoriale e alimentare
- e i suoi rapporti con gli altri popoli e nazioni, di fronte alle sfide della globalizzazione.
L’impegno nel segno della sovranità alimentare si riempie sempre più di contenuti:
sappiamo che essa contempla il rispetto della cultura e delle conoscenze locali, la
valorizzazione dei territori e, in definitiva, un diverso rapporto tra produttori e
consumatori, di cui fa parte la promozione di filiere commerciali corte. “La sovranità
alimentare è il diritto dei popoli ad alimenti nutritivi e culturalmente adeguati,
accessibili, prodotti in forma sostenibile ed ecologica, ed anche il diritto di poter
decidere il proprio sistema alimentare e produttivo”.

COERENZA E TRASPARENZA DELLE POLITICHE
Nel sud, ma anche nel nord del mondo i processi decisionali non prevedono un
adeguato coinvolgimento degli attori sociali direttamente interessati. Invece di favorire
la tanto auspicata “buona governance”, le modalità di rapporto tra Europa e Africa
spesso spingono i decisori politici africani a dare più peso a certi interessi europei che a
quelli dei propri cittadini. Inoltre, politiche settoriali che prescindono dai molteplici
aspetti dell’interdipendenza internazionale, possono alimentare una competizione
conflittuale tra Paesi e sistemi agro-alimentari. Un’Europa che puntasse alla
competitività secondo le dinamiche dell’industrializzazione dell’agricoltura nella
globalizzazione, smentirebbe, nei fatti, la sua immagine di un’Europa portatrice di
sviluppo e di pace.

DIRITTI E RESPONSABILITA’ DI TUTTI
“Terre Contadine-ItaliAfrica” intende dunque allargare il suo impegno su questi temi e
basarlo su questi principi. Riteniamo indispensabile promuovere una prospettiva di
diritti e di responsabilità, in cui venga favorita la partecipazione diretta dei produttori e
degli altri attori sociali alle istanze decisionali, mediante percorsi di concertazione che
dovrebbero essere inquadrati anche istituzionalmente. Riteniamo indispensabile
costruire reti tra attori e territori del sud e del nord del mondo basate su attività in
grado di valorizzare una relazione virtuosa e non subordinata tra locale e globale
attraverso la difesa, la denuncia e l’esigente richiesta di politiche in grado di
promuovere questi diritti e queste responsabilità.

I nostri partner in Africa e in Europa
“Terre Contadine-ItaliAfrica” sostiene l’emergere di movimenti sociali rurali in Africa
capaci di interpellare i propri governi ed i poteri pubblici sulle questioni che li riguardano.
Le organizzazioni contadine africane hanno conosciuto in questi anni una forte
strutturazione e hanno articolato una visione coerente in relazione alle sfide che il mondo
agricolo e rurale deve affrontare. Il ROPPA, la rete delle organizzazioni contadine e dei
produttori agricoli dell'Africa Occidentale, i cui membri sono le Piattaforme nazionali di
concertazione delle organizzazioni contadine dei paesi della regione, ma anche le altre
reti come EAFF (Federazione delle organizzazioni contadine dell’Africa dell’Est), PROPAC
(Piattaforma regionale delle organizzazioni contadine dell’Africa Centrale) e SACAU
(Confederazione delle unioni agricole dell’Africa australe) possono costituire quadri
appropriati di mobilitazione e di azione per i piccoli produttori in difesa dell’agricoltura
familiare. “Terre Contadine-ItaliAfrica” lavora in partenariato con le altre reti e
organizzazioni europee e segue il dibattito sull’agricoltura, sulla riforma della Politica
Agricola Comunitaria (PAC) e sulle politiche di cooperazione italiane ed europee
promuovendo lo scambio costante e la costruzione di partenariati orizzontali tra
organizzazioni agricole italiane/europee ed africane.

Il nostro impegno
I membri di “Terre Contadine-ItaliAfrica”, in gruppo o singolarmente, perseguono gli
obiettivi condivisi attraverso le azioni seguenti:
- Si tengono informati sulle questioni che animano il nostro dibattito e fanno delle scelte
conseguenti e consapevoli nell’ambito delle loro attività quotidiane.
- Sostengono scambi e partenariati tra territori italiani e africani e percorsi di
formazione/informazione/comunicazione in favore delle organizzazioni partner.
- Appoggiano l’accesso alle informazioni per i produttori locali e per le loro piattaforme
in Africa.
- Intraprendono azioni di informazione sia in Italia che in Africa, sulle politiche agricole,
commerciali, di sviluppo e sulle problematiche del mondo contadino nell’area a partire
dagli attori sociali interessati.
- Conducono azioni di lobbying e advocacy presso istituzioni regionali, nazionali ed
internazionali in favore delle istanze del mondo contadino e dei principi che difendono.
- Partecipano a tutti i livelli, a partire da quello regionale, alla definizione delle politiche
agro-alimentari, commerciali e di cooperazione italiana e europea con i paesi dell’area
e al monitoraggio della loro coerenza.
- Fanno un lavoro concreto in appoggio a singole organizzazioni contadine e a singole
piattaforme e reti africane (sostegno alla produzione, alla commercializzazione su
scala locale e al rafforzamento istituzionale).

Chi siamo
Le organizzazioni professionali agricole, le ONG che lavorano con progetti di cooperazione
in campo agricolo, le associazioni ambientaliste e di consumatori, gli enti locali, gli atenei,
le botteghe di commercio equo, i gruppi di acquisto solidale, singoli cittadini, chiunque
condivida i principi di solidarietà con il mondo contadino africano ed i nostri obiettivi può
sottoscrivere il manifesto e verrà informato sulle iniziative promosse dalla rete in Italia,
in Europa e in Africa. L’adesione a “Terre Contadine-ItaliAfrica” è aperta a tutte le
organizzazioni e individui che ne condividono missione ed obiettivi, e che si impegnano in
modo coerente a tradurli in pratiche e strategie3.
Roma, maggio 2008
3 Le organizzazioni che intendono impegnarsi con un lavoro fattivo e continuativo per la realizzazione delle iniziative della rete dovranno
sottoscriverne il regolamento.
Il nucleo originario o Gruppo promotore di “Terre Contadine-ItaliAfrica” è composto da:

PROMOTORI
ACRA
AIAB
ARI
AUCS
CIPSI
CISV
COSPE
Coldiretti
Crocevia
ISCOS
LVIA
MAIS
RETE
Terra Nuova
PRIMI FIRMATARI
Organizzazioni
Africa-Europe Faith And Justice Network - Antenna Italiana AEFJN
l'A.L.P.A.-CGIL
Associazione Michele Mancino
Chiama l’Africa
CIA Lazio
CRBM
Fair
FOCSIV
Fratelli dell’Uomo- Frères des Hommes
GAO Cooperazione Internazionale
“Murales” - Arci
Nigrizia
Provincia di Savona
Progettomondo MLAL
Individui
Agnoletto Vittorio (Europarlamentare)
Chiodo Raffaella
De Muro Pasquale (Università Roma Tre)
Martone Francesco
Mattei Alberto (Università La Sapienza)
Morgantini Luisa (Vice-Presidente del Parlamento Europeo)
Salvatori Luciana
Sentinelli Patrizia
Siniscalchi Sabina


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Manifesto del Gruppo d'Appoggio
al movimento contadino del Sahel



Chi siamo

Il “Gruppo di Appoggio al movimento contadino in Africa Occidentale” (GA), una rete di ONG e altre organizzazioni italiane, è nato nel 1997 in risposta ad una richiesta di dialogo politico rivolta alle ONG da parte di una piattaforma emergente di organizzazioni contadine dell’Africa occidentale. I membri del GA condividono la stessa visione del partenariato con le organizzazioni popolari dell’Africa occidentale, fondato sullo scambio e la concertazione. Condividono altresì la stessa visione dello sviluppo rurale di quest’area, in relazione al contesto economico generale e sociale che prevale su scala planetaria (globalizzazione).
Missione

Il GA ha come missione l’appoggio al rafforzamento ed alla strutturazione delle organizzazioni contadine e del movimento contadino dell’Africa Occidentale, la promozione del dialogo e dello scambio tra questo e la società civile italiana e europea e la promozione di politiche commerciali, agricole e di cooperazione, italiane e europee, sostenibili e solidali.
Obiettivi

1. Sostenere e rafforzare i diritti e le istanze del mondo contadino dell’Africa Occidentale nell’elaborazione e applicazione delle politiche agricole ed economiche nazionali, soprannazionali e globali.
2. Rafforzare le organizzazioni contadine a diversi livelli, con un’attenzione particolare al collegamento dei vertici con le organizzazioni di base, al loro inserimento nei processi decisionali, ed all’inclusione nei processi di concertazione di tutte quelle organizzazioni periferiche o poco strutturate che rischiano di essere escluse.
3. Promuere gli scambi e la concertazione tra il movimento contadino africano e la società civile italiana – e le organizzazioni professionali agricole in particolare – intorno a temi di interesse comune; il dialogo e l’advocacy rispetto alle autorità italiane sulle politiche e i programmi commerciali e di cooperazione che hanno un impatto sui partner africani.
4. Sostenere e promuovere in Africa Occidentale (attraverso le diverse attività con le OP) e in Europa (attraverso campagne di informazione, scambi di esperienze e attività di lobbying) modelli di vita, di produzione ed agricoltura sostenibili dal punto di vista socio-culturale, economico ed ambientale, basate sull’exploitation familiale ed un modello cooperativo/comunitario di produzione e di gestione locale del territorio rurale, e delle politiche italiane e europee atte a promuovere tali modelli.

Partner

Sono partner delle azioni del GA le organizzazioni contadine dell’Africa Occidentale ai vari livelli. Partner privilegiati e diretti del GA nell’area sono il ROPPA (Reseau des Organisations Paysannes et des Producteurs Agricoles de l’Afrique de l’Ouest) e le piattaforme nazionali delle organizzazioni contadine membre del ROPPA in dieci paesi: Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Gambia, Guinea, Guinea Bissau, Mali, Niger, Senegal, Togo.

In Italia Il GA partecipa ad iniziative come la Campagna Italiana per la Sovranità Alimentare, Trade Watch, la campagna “Le Vie del Cotone” ed altri tavoli di lavoro tematici.

Nell’area Europa/Nord America, i partner sono le reti di ONG e di organizzazioni professionali agricole e di altre associazioni che svolgono missioni simili a quella del GA.
Azioni

* appoggio a singole organizzazioni contadine (sostegno a produzione, commercializzazione e al rafforzamento istituzionale);
* sostegno a scambi sud-sud e nord-sud e a percorsi di formazione, informazione, comunicazione;
* sostegno istituzionale alla strutturazione del movimento
* lobbying e advocacy, in collaborazione con altri soggetti internazionali, presso istituzioni nazionali ed internazionali in favore delle istanze del mondo contadino dell’area e/o di politiche italiane/europee di agricoltura, di commercio e di cooperazione sostenibili, solidali e coerenti;
* azioni di informazione corretta in Africa Occidentale ed in Europa;
* partecipazione alla definizione delle politiche di cooperazione italiana e europea con i paesi dell’area e monitoraggio delle stesse.

Attualemente il GA sta portando avanti collettivamente due attività particolarmente importanti:

Un programma di appoggio alle organizzazioni di base e contadine coinvolte nella messa in opera del “Fondo per la lotta contro desertificazione e la riduzione della povertà” (FLCD-RDP), promosso dal Ministero degli Affari Esteri italiano in Burkina Faso, Mali, Niger e Senegal. All’interno di questi quattro paesi gli interventi verranno concentrati in alcune aree ad alto rischio socio-ambientale (ZARESE).

Un progetto di educazione allo sviluppo, finanziato dalla Commissione Europea, che ha come obiettivo la costruzione di un partenariato tra l’Africa occidentale e l’Unione Europea per la diffusione di politiche agricole e agroalimentari sostenibili e solidali. Attraverso azioni di scambio e di riflessione comune verrà approfondita la conoscenza reciproca tra gli attori coinvolti in queste due regioni per promuovere un lavoro congiunto su tutte le questioni di interesse soprannazionale in ambito agricolo e agroalimentare.
Entrambe queste iniziative sono realizzate in partenariato con ROPPA (Reseau des Organisations Paysannes et des Producteurs Agricoles de l’Afrique de l’Ouest).
Membri

Possono essere membri del GA le ONG o altre organizzazioni italiane che ne condividono missione ed obiettivi, e che si impegnano attivamente in modo volontario e disinteressato per il loro raggiungimento.
Sono attualmente membri:

* ACRA
* ARI
* AUCS
* CESVI
* CIPSI
* CISV
* COCIS
* COMI
* COOPI
* COSPE
* CROCEVIA
* FOCSIV
* IRED-NORD
* ICEI
* ISCOS
* LVIA
* MAIS
* MOVIMONDO
* RETE
* TERRA NUOVA

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