giu 16 2014

IMMIGRAZIONE FUORI CONTROLLO: CHI SONO I VERI RESPONSABILI?


Nel corso di questi ultimi tempi l’immigrazione dai paesi africani, sta assumendo dimensioni sempre più allarmanti. I mass media ne parlano come di un esodo ormai fuori controllo e l’opinione pubblica è per lo più allarmata per le catastrofiche conseguenze che possono derivare sul nostro territorio. Le reazioni vanno da chi si preoccupa di come ospitare questa fiumana di immigrati, del costo delle operazioni di salvataggio, a chi, considerandoli un pericolo, vorrebbe fermarli ad ogni costo, addirittura  respingerli verso i paesi da dove provengono. La gente rimane sbigottita quando succede una catastrofe, quando decine di immigrati sprofondano nel mare per un naufragio, ma poi prevale il disagio, l’insofferenza nel vederci invadere da questa moltitudine non gradita. Molto si discute sui motivi che possono indurre migliaia di persone a sfidare la morte attraversando deserti e mari in balia di trafficanti senza scrupoli. Si parla e si scrive per lo più di gente che sfugge dalla guerra, dalle persecuzioni, dalla fame, ma questi argomenti paiono lasciare indifferenti, se non ostili, buona parte degli italiani. Quello su cui non ci si sofferma abbastanza è la sofferenza che questa trasmigrazione provoca in queste popolazioni. Prima di tutto lo sradicamento di chi è costretto a lasciare famiglia, amici, affetti, l’incognita di un viaggio tremendo e l’approdo in un cotesto completamente alieno dai loro luoghi di origine. Però quello di cui nessuno parla o scrive, è delle cause più remote che stanno dietro al fenomeno. Pare che nessuno si chieda perché la fame, perché le guerre. Queste sono le domande giuste da farsi. Solo ponendosi domande giuste è poi possibile trovare risposte e soluzioni giuste. Certamente le cause della fame nei paesi del sud del mondo, possono essere molte: Siccità, carestie fanno la loro parte, sono calamità che si sono sempre verificate anche prima che la dissennata azione del uomo, contribuisse a portare ai cambiamenti climatici in atto. Ma ci sono anche cause che sono direttamente imputabili ai paesi così detti ricchi, che in modi diversi, con politiche aggressive mirate esclusivamente a massimizzare i profitti, possono aumentare a dismisura la fame nel mondo. Tanto per fare un esempio, le principali banche mondiali utilizzano in modo spregiudicato gli strumenti che la finanza globalizzata mette a loro disposizione, volti alla speculazione selvaggia in tutti i settori compresa l’agricoltura. Il valore complessivo dei derivati sulle materie agricole, ossia quegli strumenti finanziari come i futures o le opzioni, utilizzati dai grandi investitori per scommettere sui rialzi dei prezzi, ha raggiunto in questi ultimi anni, valori impensabili solamente qualche anno fa. Ed è innegabile che le speculazioni sulle fluttuazioni dei prezzi del mais, della soia e anche del grano, sono responsabili della fame che fa strage in tutto il mondo. La speculazione provoca artificiosamente l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari a detrimento dei consumatori più poveri. Questa è certamente una delle cause che determinano l’esodo dalla terra d’Africa di moltitudini che non riescono più a sopravvivere con un reddito che sovente non supera il dollaro USA al giorno. Una seconda causa che sta alla  base dell’emigrazione forzata, è dovuta anche a quel fenomeno che sta sempre più dilagando in Africa, ossia all’accaparramento delle terre da parte di multinazionali dei paesi più ricchi, per coltivazioni estensive di prodotti destinati all’esportazione. Nelle varie aree del continente, dove non esiste la proprietà fondiaria, accade che i governanti del paese, allettati da promesse di vario genere, cedano la terra coltivata da generazione di contadini, a queste grandi compagnie estere, che dopo aver scacciato gli abitanti, usano la terra per coltivare prodotti da esportare, sia alimentari che per biocarburanti. E sono popolazioni di interi villaggi costrette ad inurbarsi nelle periferie degradate delle città, luogo di transito verso un’emigrazione vista come unica soluzione alla sopravvivenza. Questi sono solamente due esempi di come le politiche dei paesi più ricchi, quelli che attraverso la  globalizzazione  detengono le sorti del pianeta, possano essere la causa di tragedie che poi finiranno per travolgerli. L’ingordigia per profitti sempre più elevati, genera miopia. Pertanto un contributo valido anche se insufficiente, per contrastare questo fenomeno, non può che venire da interventi mirati che salvaguardino la fragile agricoltura del continente rendendolo meno dipendente da fattori esterni e che favoriscano una sovranità alimentare sempre più diffusa. In questo campo la cooperazione internazionale ha ancora molto da dire.   Giorgio Bianchi

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apr 30 2014

Proiezione del film “Ruggero”


Proiezione del film “Ruggero”

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mag 05 2014

AcquAfrica: Esposizione di opere


AcquAfrica: Esposizione di opere

Cogliamo l’occasione per ricordarvi la mostra/apericena del 10 MAGGIO presso la sala dell’Ecomuseo della Circoscrizione 6 in Via San Gaetano da Thiene 6, dalle ore 15 alle 21.  Vi informiamo che ci sarà anche l’esposizione  di artisti conosciuti come: Paola Albertino, Daniela Bertolino, Chiara Bianciardi, Emilio Calcio, Antonio Mascia, Rosa Quaglieri, Elisabetta Viarengo Miniotti, Cesare Viottini, Mara Zennaro. Vi aspettiamo numerosi (gradita prenotazione a: segr.mostrabnd@yahoo.it)

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apr 07 2014

Proiezione del film “Prayers for Bobby”


Proiezione del film “Prayers for Bobby”

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mar 28 2014

Nuove forme di vicinato e di vita in comune: coAbitare


Nuove forme di vicinato e di vita in comune: coAbitare

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giu 18 2012

Un albero per la vita


Un albero per la vita

Ogni piantino ha il costo di 5 € e può rappresentare un segno concreto di appoggio e partecipazione all’iniziativa.   Per contribuire: c/c presso Banca Popolare Etica Iban IT38 Y050 1801 0000 0000 0116 874 c/c postale 42852111 intestato a Associazione tecnici solidarietà internazionale

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giu 21 2012

Sblocchiamoli! Diritti delle comunità e diritti di proprietà intellettuale dopo Rio+20


Sblocchiamoli! Diritti delle comunità e diritti di proprietà intellettuale dopo Rio+20

“Sblocchiamoli! Diritti delle comunità locali e diritti di proprietà intellettuale dopo Rio+20” Con Mercedes Bresso (Comitato delle Regioni), Monica Di Sisto (Fair) e in collegamento con Alberto Zoratti Sala dei Presidenti, Consiglio Regionale del Piemonte Palazzo Lascaris Via Vittorio Alfieri, 15, 10121 Torino 27 giugno p.v., ore 15.00 – 17.00 Alle 14.30 i partecipanti saranno accolti con un caffè e un buffet. Sarà dato spazio al dibattito

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ott 04 2011

L’appello di Dakar contro l’accaparramento delle terre


L’appello di Dakar contro l’accaparramento delle terre

Durante il Forum Sociale Mondiale di Dakar, in Senegal, nel febbraio 2011, diversi movimenti sociali, organizzazioni di piccoli produttori e altre organizzazioni della società civile hanno pubblicato un appello collettivo contro l’accaparramento delle terre. Più di 650 organizzazioni lo hanno già firmato. Se la vostra organizzazione non lo ha ancora fatto ma ne ha l’intenzione, è necessario che lo firmi prima del 7 ottobre 2011. Il comitato per la sicurezza alimentare mondiale, che ha sede a Roma presso l’Organizzazione Mondiale dell’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), sta negoziando delle Direttive volontarie sulla governance responsabile del regime fondiario delle terre, della pesca e delle foreste. Questa direttiva dovrebbe proteggere e rafforzare l’accesso alla terra, alla pesca ed alle foreste da parte dei piccoli agricoltori e dei produttori di alimenti. Purtroppo, alcuni governi, con il sostegno delle istituzioni finanziarie, esitano ad adottare delle direttive efficaci. Questi stessi governi, preferiscono piuttosto sostenere una governance delle risorse alimentari che faciliti la presa di possesso delle risorse delle popolazioni da parte degli investitori privati, delle grandi aziende e di altri attori potenti. I contadini colpiti dall’accaparramento delle terre consegneranno ai governi l’appello di Dakar, con i nomi delle organizzazioni che lo sostengono, nel corso dei negoziati sulle Direttive che si svolgeranno a Roma dal 10 al 14 ottobre. Questa mobilitazione, inoltre, dovrebbe contribuire a fare pressione sui governi per indurli a respingere definitivamente i “Principi per gli Investimenti agricoli Responsabili (RAI)” promossi dalla Banca Mondiale. Bisogna fermare l’accaparramento delle terre, non renderlo “responsabile”! Leggete e firmare la petizione sul sito http://www.dakarappeal.org

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set 28 2011

Regalati una pecora – in Mali!


Regalati una pecora – in Mali!

Con 30 euro possiamo acquistare un montone o una capra da affidare a una donna dei villaggi Dogon (in Mali) dove operiamo. L’importo verrà totalmente impegnato nell’acquisto e vaccinazione di animali da allevamento, che verranno affidati alle famiglie secondo criteri di necessità. I nostri animatori si occuperanno di seguire la cura degli animali e RE.TE darà tutta l’assistenza necessaria all’iniziativa. Alla sottoscrizione dell’atto d’acquisto verranno forniti ai donatori i dati del villaggio e la foto dell’animale. Per contribuire: Oppure puoi effettuare la donazione sul cc IBAN: IT17A0306901004100000119832 intestato a RE.TE. ong

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ott 12 2011

Desnek, Bosnia: mostra fotografica


Desnek, Bosnia: mostra fotografica

Presentazione della mostra fotografica realizzata dai ragazzi del centro giovani di Breza. Martedì 18 ottobre ore 18.30, circolo ARCI MARGOT in via Donizetti 23 a Carmagnola (TO). Interventi a cura di: Daniele Mandarano, presidente di ARCI LIFE Irene, presidente dell’associazione di fotografia sociale DEA MADRE Daniela Guasco, responsabile Bosnia di RE.TE Ong per info: 011 9722291 info@circolomargot.com

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