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Cosa facciamo

Bolivia

cosa abbiamo realizzato

Sucre è la capitale del dipartimento di Chuiquisaca nel sud della Bolivia. Negli ultimi venti anni importanti fenomeni di immigrazione, che riguardano in particolare contadini indigeni, hanno provocato l’espansione della periferia urbana, nella quale si concentrano i problemi di mancanza di infrastrutture e servizi, di disoccupazione o sottoccupazione. A Sucre sono molto numerose le donne, in particolare le migranti, che lavorano in impieghi mal pagati e precari, come il servizio domestico. Il progetto GLI OCCHI DELLE DONNE è nato nel 1999 su iniziativa di Rete, Alma Terra e Comune di Torino, con il cofinanziamento della Commissione Europea e con lo scopo di rendere più autonome le donne – in particolare le migranti – da un punto di vista culturale, economico e produttivo per metterle in condizione di partecipare attivamente alla vita democratica della loro realtà sociale, guidato dalla ricostruzione e socializzazione del sapere delle donne. Il programma di azione in Bolivia ha visto la realizzazione di:

  1. La casa Multifunzionale nel Municipio di S.Lucas, diventata il luogo principale di formazione, di riferimento e di aggregazione della popolazione e di coordinamento di tutte le loro iniziative culturali, tecniche e di elaborazione delle loro rivendicazioni di diritti.
  2. La formazione agricola sulla coltivazione in serre. Nelle varie comunità rurali presenti nel territorio del municipio di S.Lucas sono state costruite 70 serre per produzione di ortaggi e verdure. Quello che ci preme sottolineare è il recupero di saperi tradizionali nella coltivazione.
  3. La formazione tecnica, di genere, sui diritti delle donne, produzione e commercializzazione dei prodotti con la creazione di trenta posti di lavoro e di prodotti di qualità che si vendono non soltanto nella città di Sucre.
  4. Centro di formazione Warmi Nahuigan di Sucre; il centro mira prima di tutto a far conoscere e riconoscere i diritti del lavoro del paese e ad offrire strumenti professionali che consentano di aumentare le loro opportunità  di lavoro.
  5. Centro di produzione Bartolina Siza e negozio di vendita dei prodotti. All’interno del centro si è attrezzato e ristrutturato un locale adibito ad asilo nido autogestito in cui le donne coinvolte si portano i figli negli orari in cui producono o partecipano alla formazione.

Il progetto “Valorizzazione dei saperi delle donne come risorsa per il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione del Dipartimento di Chuquisaca, Bolivia” ha permesso, in seguito, le seguenti azioni:

  • a) Seminari di salute sessuale e riproduttiva con l’appoggio di Marie Stopes e CIES nei centri periferici
  • b) Alfabetizzazione delle donne partecipando al Programma nazionale di alfabetizzazione “Yo si puedo”.
  • c) Lotta alla violenza familiare e per l’autostima accompagnando l’assistenza del Centro Juana Azurduy in ambito legale e psicologico
  • d) Formazione di leader e risoluzione dei conflitti
  • e) Laboratori di sensibilizzazione e formazione sull’educazione
  • f) Rafforzamento organizzativo, gestionale e amministrativo del fondo di credito
  • g) Costituzione della Rete di produzione e commercializzazione
  • h) Accordi di collaborazione e coordinamento con organismi di assistenza legale a donne in difficoltà
  • i) Sensibilizzazione sulla legislazione in merito alle lavoratrici domestiche
  • j) Realizzazione di un piano di innovazione della produzione di Bartolina: linea “T’ikas” di moda, linea uomini, linea bimbi, linea Originaria, linea di lata moda (spose e gran gala) – 400 nuovi disegni nel corso del progetto.
  • k) Borse di studio di specializzazione di alta moda in Italia, all’istituto Burgo di Milano
  • l) Corsi di formazione in tecniche di tessuto artigianale, applicazioni tradizionali e rifiniture a mano
  • m) Corsi di gestione di impresa
  • n) Corsi di formazione in tessitura, gestione dei corsi e processi produttivi per le associazioni locali
  • o) Interscambi con associazioni femminili, quest’anno ASUR, specializzato nello studio dei tessuti tradizionali
  • p) Laboratori di formazione in cucito, tessitura, disegno e combinazione di colori e materiali
  • q) Laboratori di formazione e trasformazione degli alimenti
  • r) Creazione di canali di vendita telematici
  • s) Sfilate ed eventi di introduzione nel mercato italiano
  • t) Apertura di un nuovo punto vendita
  • u) Costituzione di un centro di documentazione sulla medicina tradizionale
  • v) Formazione in medicina interculturale e interscambi tra infermieri, curanderos e operatori di salute
  • x) Servizi di stimolazione, asilo e accompagnamento scolastico per i figli delle socie
  • y) Campagne di sensibilizzazione sulle malattie femminili, le cause di mortalità infantile, la nutrizione
  • w) Apertura del laboratorio di produzione e trasformazione di Alcalà
  • z) Costruzione della nuova sede di KAT-Bartolina.

RISULTATI RAGGIUNTI

  • - 203 bambine/i figli delle lavoratrici inferiori ai 6 anni, dei Centri assistono regolarmente ai Centri infantili (il 74 % dei figli in totale delle lavoratrici), e si beneficiano dei servizi di stimolazione precoce ed accompagnamento scolastico. Il 78% dei bimbi ha migliorato le proprie condizioni igieniche rispetto alla situazione iniziale.
  • - 205 donne sono state formate su temi trasversali di igiene e salute sessuale e riproduttiva
  • -134 donne sono state formate in taglio e confezione, macramè, ricamo a macchina, ricamo a mano etc.
  • -6 donne del Centro Arte Mujer Bartolina formate in alta confezione.
  • -25 donne formate in alfabetizzazione di base
  • - stabilita una rete di collaborazione con istituzioni locali nella gestione e promozione di iniziative di formazione e produttive femminili
  • - 10 rappresentanti della controparte e dei gruppi produttivi coinvolti hanno organizzato e/o partecipato ad eventi commerciali di promozione dei propri prodotti
  • - 205 donne hanno migliorato le proprie competenze organizzative e/o gestionali
  • - 2 gruppi produttivi già instituzionalizzati e 9 gruppi produttivi in via di istituzionalizzazione
  • - 1 sede della controparte KAT ristrutturata e funzionante, in grado di ospitare le attività produttive e associative
  • - un impianto di produzione e trasformazione di piante aromatiche e medicinali installato e funzionante, con un sistema di controllo di qualità definito ed attivo
  •  - 12 prodotti fitoterapici e fitocosmetici elaborati e disponibili nell’impianto di Alcalà
  • -firmato un accordo preliminare con un’impresa farmaceutica locale di La Paz per la trasformazione e commercializzazione di prodotti fitoterapici

 I progetti sono stati realizzati grazie ai finanziamenti della Cooperazione Italiana e dell'Unione Europea.

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