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Cosa facciamo

Agroecologia in Centroamerica

rafforzamento delle organizzazioni di piccoli produttori agroecologici

Ci sono persone che non hanno la possibilità di possedere neanche una radiolina portatile,
però hanno il frigorifero, la televisione, l’impianto stereo;
quello che non hanno più è la foresta e l’acqua che avevano in passato.
Ma un giorno la televisione, il frigo e lo stereo non si trasformeranno in benefici per le generazioni future.
Così pensa uno dei contadini latinoamericani incontrati in anni di impegno per l’ambiente e lotta alla povertà.

I piccoli produttori ecologici dei paesi dell’America Centrale – Nicaragua, El Salvador, Honduras – con il supporto di RE.TE e Coldiretti si stanno organizzando per diffondere l’agroecologia. L’agroecologia, si fonda sulla permacultura, sull’armonia tra la natura e l’uomo. Grazie ad una visione olistica considera tutto il territorio, le specie vegetali e animali, includendo gli esseri umani e la microbiologia come un unico ecosistema; promuove la coltivazione biologica, il recupero dei saperi ancestrali, la conservazione della Pachamama, il nutrimento della terra, la valorizzazione degli insetti nell’equilibrio ambientale e naturalmente la tutela delle fonti d’acqua.

Nicaragua, Honduras e Salvador sono tra i paesi più poveri dell’America Latina, e ampi strati di popolazione sono affetti da malnutrizione, soprattutto nelle campagne. Le politiche degli ultimi anni hanno favorito un modello caratterizzato da uno sfruttamento irragionevole delle risorse, utilizzo inadeguato dei terreni, deforestazione, erosione, abuso di prodotti chimici. Nelle aree rurali povere, nonostante tutto, i produttori non riescono a migliorare la loro dieta e le loro condizioni di vita. L’agroecologia invece favorisce la conservazione ambientale e la produzione sostenibile di alimenti, con la capacità di aumentare la resistenza al degrado ambientale e ridurre la perdita di biodiversità. Il progetto promuove la partecipazione dei piccoli produttori agroecologici di Nicaragua, Honduras e Salvador organizzati in movimenti, negli spazi istituzionali in cui si definiscono e applicano le politiche di sicurezza e sovranità alimentare a livello locale e nazionale, e rafforza le capacità di queste organizzazioni per l’elaborazione e applicazione di politiche relazionate all’agricoltura biologica e agroecologica.

Al progetto partecipano quasi ventimila produttori agroecologici e biologici in tre paesi, tra cui giovani, donne e agricoltori indigeni. Il progetto, in collaborazione con le principali Università del Centroamerica, mette in atto azioni di divulgazione e legittimazione scientifica dei modelli agroecologici, formazione e assistenza tecnica ai produttori per la diffusione del modello agroecologico e campagne verso i consumatori in alleanza con associazioni di consumatori presenti nei tre paesi.

Di seguito la presentazione della ricerca svolta con l'Università di Torino:

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